Domenico Monteleone
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Ciaspole, stelle e musica occitana — Valle Gesso con mio figlio

07 Mar 2026 · 4 min di lettura · Domenico Monteleone
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La ciaspolata notturna e il tempo che non vediamo

Una ciaspolata notturna a Entracque, partenza alle 17:30 dalla Locanda del Sorriso, a Trinità di Entracque. Torce frontali, una quarantina di persone, cielo già buio. Mio figlio — che di notte guarda in su con la stessa attenzione con cui io guardo un foglio di calcolo — impugna la sua torcia come se fosse uno strumento di navigazione. Tecnicamente, lo è.

Le ciaspole affondano nella neve fresca. Il sentiero sale verso le cascate del Suffiett, ma qui il sentiero non si vede. Si segue chi è davanti, si ascolta la guida, ci si fida del gruppo. E lungo la salita, con la musica occitana che arriva da qualche punto nel buio, mio figlio mi tocca il braccio e indica su.

“Papà, quello è Orione — guarda, si vede subito la cintura.” Poi, dopo un po’: “Perché quella stella è più gialla delle altre?”

Gli ho spiegato la temperatura. Ha annuito. Ha continuato a camminare.

Dopo qualche minuto si è fermato di nuovo. “Quella lì cambierà colore?”

“Non per noi. Ci vorrebbe tantissimo tempo.”

“Quanto?”

“Anche centomila anni.”

Silenzio. Poi: “Quindi cambierà. Solo che noi non lo vediamo.”

Ho sorriso. Le cose cambiano anche quando non ce ne accorgiamo. È quello che manca nella maggior parte delle decisioni che vedo prendere ogni giorno — non i dati, non gli strumenti. La consapevolezza che il contesto nel frattempo si è già mosso.

Quando i riferimenti spariscono, cambia il modo di orientarsi

Di notte, in un bosco innevato, non puoi fare quello che fai di giorno: guardare dove stai andando, leggere il territorio, anticipare. Devi usare altri strumenti. Ascolti. Osservi la neve davanti a te. Ti fidi di chi conosce il percorso. Rallenti — non per scelta, ma perché l’ambiente te lo impone.

È una sensazione strana per chi è abituato a lavorare con dati, previsioni, budget. Di notte non hai visibilità. Hai solo il passo successivo.

Alle cascate del Suffiett ci siamo fermati in silenzio. L’acqua ghiacciata, il vapore nell’aria fredda, le torce che illuminavano il ghiaccio. Qualcuno ha passato le bevande calde. Nessuno guardava il telefono.

Ci sono momenti in cui smetti di ottimizzare e cominci semplicemente a stare. Non sono momenti persi — sono quelli in cui riesci a pensare a qualcosa che durante il giorno non riesci a vedere.

Quello che mio figlio sa già e io continuo a dimenticare

Sulla via del ritorno, mio figlio aveva fame. E ancora qualcosa da chiedermi — lo capivo dal modo in cui camminava.

“Papà, ma d’estate si può tornare qui?”

Sì, gli ho detto. È un posto che cambia con le stagioni.

Ha annuito. Poi ha accelerato — la Locanda era vicina.

Quella sera, camminando nella neve al buio con una torcia frontale e un figlio che sa già dove guardare, ho realizzato che orientarsi non significa sempre vedere lontano. A volte significa sapere dove sei adesso, con gli strumenti che hai, nel buio in cui ti trovi.

Le cascate del Suffiett in gennaio non le conosci se non ci vai. Non si vedono dalle mappe. Si sentono.

Statistiche

6,08 km Distanza
128 m Dislivello
~3h Tempo
Facile Difficoltà
1.079 m Alt. Min
1.207 m Alt. Max
A/R Tipo Percorso

Approfondimenti utili

Cos’è la ciaspolata notturna di Entracque alle cascate del Suffiett?

È un’escursione invernale con le ciaspole organizzata dal Parco Naturale Alpi Marittime in collaborazione con la Locanda del Sorriso a Trinità di Entracque. Si svolge di sera con guida e musica occitana dal vivo, con tappa alle cascate del Suffiett e cena al rientro.

Quanto è difficile la ciaspolata verso le cascate del Suffiett?

L’escursione è adatta a famiglie e a chi non ha esperienza con le ciaspole — il percorso è guidato e il ritmo è lento per natura. La difficoltà principale è il freddo e il buio, non il dislivello.

Quando si organizza la notturna musicale in Valle Gesso?

Le uscite sono organizzate su date specifiche tra dicembre e febbraio. Per informazioni e prenotazioni è necessario contattare la Locanda del Sorriso o il Parco Alpi Marittime direttamente — i posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria.

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