Domenico Monteleone
ICT & Cloud Procurement

Spesa cloud non monitorata: il conto arriva a chi non ha deciso nulla

17 Apr 2026 · 4 min di lettura · Domenico Monteleone
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Due ruoli che non si parlano

Il 29% della spesa cloud globale su IaaS e PaaS viene sprecato ogni anno. È il dato del Flexera 2026 State of the Cloud Report, su un campione di 753 professionisti in tutto il mondo. Il dato è in leggera risalita rispetto al 2025 — per la prima volta dopo cinque anni di calo — e il report lo attribuisce direttamente all’aumento della complessità introdotta dall’AI e dai nuovi servizi PaaS.

Questo è il meccanismo che ho osservato più spesso da Buyer ICT: non è un problema tecnico, è un problema di separazione tra chi decide e chi paga.

Due ruoli che non si parlano

Il procurement negozia: tariffe, sconti, committed use, termini contrattuali. Lavora su prezzi unitari e volumi previsti. Ottimizza quello che può vedere.

L’IT e i team di sviluppo consumano: istanze, storage, trasferimento dati, servizi accessori. Lavorano su esigenze operative, non su budget. Spendono quello che serve, o quello che è più comodo.

In mezzo non c’è nessuno che connette i due mondi in tempo reale. Il risultato è che la fattura cloud di fine mese non sorprende nessuno formalmente — eppure è diversa da quello che ci si aspettava.

La complessità del pricing cloud non è un’anomalia, è la norma. Decine di voci variabili, tariffe per region e per servizio, costi accessori difficili da stimare in anticipo. Chi ha firmato il contratto e chi lo “vive” operativamente sono quasi sempre persone diverse. Il gap si crea lì.

Dove si nasconde la spesa cloud non monitorata

Non è nei servizi principali. Quelli li conosce quasi tutti. Il problema sono i costi periferici: trasferimento dati in uscita, ambienti di test che girano h24, snapshot dimenticati, risorse su region non ottimali.

Il 17% delle organizzazioni ha superato il proprio budget cloud nell’ultimo anno, secondo lo stesso report Flexera. Non per eventi straordinari — per deriva costante su voci di costo che nessuno teneva sotto controllo. L’85% dei professionisti IT indica la gestione dei costi cloud come sfida principale, eppure il 63% delle organizzazioni ha già un team FinOps dedicato. Avere il team non è il problema. Il problema è che quel team spesso non è connesso a chi ha negoziato i contratti.

Questi costi non appaiono nei contratti perché sono variabili. Non appaiono nei budget perché nessuno li stima con sufficiente dettaglio. Appaiono nelle fatture, dove nessuno ha il mandato di contestarli.

L’insight che cambia la prospettiva

Il problema non è che le aziende spendono troppo in cloud. Il problema è che non sanno esattamente perché spendono quello che spendono.

Questa distinzione conta: chi ottimizza senza capire le cause taglia nel posto sbagliato. Riduce le istanze quando il problema è il trasferimento dati. Rinegozia i committed use quando il problema è che metà degli ambienti non dovrebbe esistere.

Chi invece monitora la spesa per servizio, per team e per trend mensile ha qualcosa di concreto da portare al tavolo — prima del rinnovo, prima che il vendor sappia già cosa vuoi confermare.

  • Separare chi negozia da chi consuma senza un processo di monitoraggio condiviso produce spreco strutturale, non occasionale.
  • Il costo cloud non si ottimizza al rinnovo: si gestisce in modo continuativo, con dati granulari per servizio e periodo.
  • Il Cloud FinOps Tracker che ho pubblicato in Storie di Dati nasce da questa esigenza: visibilità su AWS, Azure e GCP per provider, servizio e tag di progetto, con confronto mensile consuntivo vs budget.

Chi non monitora non negozia, aspetta che arrivi il conto.

Approfondimenti utili

Cos’è il FinOps e a cosa serve in azienda?

FinOps è la pratica di gestione finanziaria della spesa cloud. Serve a collegare chi genera i costi (team IT e sviluppo) con chi li controlla (procurement, finance), creando un processo continuativo di monitoraggio e ottimizzazione.

Come si monitora la spesa cloud per provider e servizio?

Servono strumenti che segmentino i costi per provider (AWS, Azure, GCP), per servizio e per tag di progetto, con confronto mensile tra consuntivo e budget. Senza questa granularità, l’ottimizzazione è cieca.

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Domenico Monteleone

ICT & Cloud Buyer

Collego dati, contratti e operatività per rendere le decisioni più chiare.